Aquila 22 maggio – “La mobilitazione dei medici di medicina generale in Abruzzo rappresenta l’ennesimo segnale di un sistema sanitario regionale e nazionale lasciato senza guida, senza programmazione e senza visione. Siamo davanti a una protesta che nasce dall’esaurimento di un modello organizzativo che non regge più e che le istituzioni nazionali e regionali hanno colpevolmente ignorato per anni. In Abruzzo, la giunta di centrodestra guidata da Marco Marsilio porta la responsabilità politica di una gestione della sanità caratterizzata da inerzia, rinvii, prima solo nei debiti. Il mancato aggiornamento degli strumenti contrattuali regionali, l’assenza di un confronto strutturato con i professionisti della medicina territoriale e l’incapacità di accompagnare le riforme nazionali stanno determinando un progressivo indebolimento dell’assistenza di prossimità. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: medici costretti a scendere in piazza, cittadini che vedono ridursi la qualità e la continuità delle cure, territori sempre più scoperti e fragili soprattutto nelle aree interne. È il risultato diretto di una politica regionale che ha scelto di non scegliere. Ma le responsabilità non si fermano ai confini regionali. Il Governo Meloni continua a mostrare una preoccupante distanza dai problemi reali della sanità pubblica. Il risultato è un sistema che viene raccontato come in trasformazione, ma che nei fatti arretra dentro una cultura politica che é distante dalla sanità pubblica e universalistica se non addirittura ostile. Il Partito Democratico denuncia con forza questa doppia assenza di governo: da un lato una Regione incapace di programmare e contrattualizzare in modo efficace, dall’altro un Esecutivo nazionale distratto rispetto alla tenuta del Servizio sanitario pubblico. Serve un cambio di passo immediato. Occorre riaprire seriamente il confronto con la medicina generale, rafforzare la sanità territoriale e garantire risorse e strumenti adeguati. Senza questi interventi, il diritto alla salute rischia di diventare, soprattutto in regioni come l’Abruzzo, una promessa sempre più lontana dalla realtà in un quadro di strisciante e sostanziale privatizzazione dei servizi” cosi in una nota il Senatore del PD Michele Fina.

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