(ANSA) – L’AQUILA, 04 MAG – Riflessione, cordoglio e richiesta di maggiore prevenzione, dopo la morte di Marco Rocchini, operaio aquilano di 47 anni deceduto in un incidente nella fabbrica Hca nell’area industriale dell’Aquila est, arrivano da esponenti del Pd abruzzese. “Siamo di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro. Un inaccettabile stillicidio che continua inesorabile e che arriva oggi a 328 morti per il 2026 – afferma in una nota il senatore Michele FINA -. Assistiamo sgomenti e chiediamo ancora una volta che le istituzioni si facciano carico in modo serio di un problema che va affrontato con politiche concrete e promozione della cultura della sicurezza. Ai familiari del giovane operaio le più sentite condoglianze e sentimenti di vicinanza”. Interviene anche la consigliera comunale aquilana Stefania Pezzopane. “Non sappiamo ancora con precisione cosa sia accaduto, ci sono indagini in corso che spero chiariranno tutto. A 47 anni si dovrebbe vivere di lavoro, non morire lavorando”. Poi esprime condoglianze alla famiglia e chiede che “la magistratura accerti fino in fondo cause e responsabilità”. Infine l’appello: “Prevenzione. Prevenzione. Prevenzione. Non aspettiamo il prossimo incidente”. “Una conta sempre più drammatica. Basta parole, servono sicurezza, controlli e responsabilità” scrivono il segretario regionale Pd Abruzzo, Daniele Marinelli, la responsabile Lavoro della segreteria regionale, Monia Pecorale, e il segretario provinciale L’Aquila, Stefano Albano. “Continuare a morire di lavoro nel 2026 è inaccettabile. Non può essere considerato un destino né una fatalità. La sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità reale e quotidiana, non un impegno evocato solo dopo le tragedie. Chiediamo un impegno concreto a tutti i livelli, perché ogni vita persa è una sconfitta per l’intero Paese”. Intervengono anche i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Silvio Paolucci: “L’Abruzzo è la regione che detiene il triste primato di incidenti e morti sul lavoro. Significa che qualcosa non funziona e bisogna apportare correttivi immediati affinché la mattanza abbia fine. La morte tragica di Marco Rocchini, grande lavoratore, che lascia moglie e figlia, deve suonare come ultimo campanello di allarme nelle falle di un sistema di sicurezza nei luoghi di lavoro che i dati dell’Inail dichiarano non più sostenibili per L’Aquila e L’Abruzzo. Ci attiveremo subito, con le rappresentanze dei lavoratori, per definire fino in fondo la tematica della sicurezza”.