(DIRE) Roma, 20 apr. – “Dall’Associazione nazionale forense alle Camere penali, dall’Unione delle camere civili all’Anm: tutti concordi nel contestare l’ennesimo arretramento sul piano dello Stato di diritto, impresso da una destra sempre pronta a manomette le norme per colpire i più vulnerabili, ridurre le garanzie costituzionali e imprimere un’ulteriore accelerazione illiberale ad una democrazia ogni giorno più fragile per responsabilità dei sovranisti. L’emendamento al Dl sicurezza, con cui di fatto si lega il compenso degli avvocati al rimpatrio dei migranti da loro assistiti, è brutale e illegittimo, oltre ad essere lesivo della dignità e dell’autonomia di una professione così delicata come quella forense. L’obiettivo è chiaro: scoraggiare i ricorsi e indebolire il sistema di garanzie dei migranti e il loro diritto di difesa. Un modo, uno dei tanti, per attuare surrettiziamente quella nefandezza che si chiama remigrazione e che avvicina la destra italiana di Meloni all’Afd. Noi chiediamo, per questo, che il decreto non venga convertito”. Così in una nota il senatore del Pd Michele Fina.